
A Castellaneta, le tracce del passato parlano chiaro
L’olio extravergine di oliva non è solo un ingrediente della cucina mediterranea: è parte della nostra storia, della nostra cultura e della nostra identità. In Puglia, tutto questo è particolarmente evidente. La nostra regione è da secoli uno dei poli olivicoli più importanti del mondo, e non è un caso se proprio qui, nel cuore dell’arco ionico, nasce e cresce il progetto di Olio Pavone.
La tradizione olivicola pugliese ha radici profonde, che affondano nel tempo fino a epoche in cui l’olio non era solo alimento, ma anche merce di scambio, medicina e simbolo religioso. Già in epoca greca e romana, gli ulivi venivano coltivati sistematicamente lungo le coste e nelle aree interne, e l’olio prodotto in Puglia veniva esportato in tutto il Mediterraneo. Le tecniche di frangitura e conservazione si sono affinate nei secoli, dando vita a un patrimonio materiale e immateriale che ancora oggi si riflette nella qualità dell’olio extravergine pugliese.
A Castellaneta, tutto questo non è solo memoria storica, ma presenza concreta. La nostra città conserva un legame profondo con l’olivicoltura, testimoniato anche da tracce archeologiche ancora visibili. Sotto le antiche abitazioni del centro storico, esistono ancora oggi — seppur dismesse — cisterne ipogee per la conservazione dell’olio. Questi ambienti scavati nella roccia, freschi e protetti dalla luce, servivano a mantenere intatte le proprietà dell’olio prodotto nei frantoi locali. Si tratta di vere e proprie “cantine olearie” che confermano quanto Castellaneta sia stata, per secoli, una città frantona, parte integrante di un’economia agricola fondata sull’ulivo.
In questo percorso di riscoperta e valorizzazione, desideriamo ringraziare il fotografo Giuliano Clemente, che con i suoi scatti documenta con sensibilità e rigore i luoghi della nostra memoria, e l’associazione castellanetana “Amici delle Gravine”, che instancabilmente ci accompagna alla scoperta del patrimonio ipogeo del territorio. Grazie al loro impegno, abbiamo spesso l’opportunità di visitare queste antiche cisterne e comprendere ancora più a fondo quella che è, a tutti gli effetti, la nostra storia comune.
Ed è proprio in questo contesto, carico di storia e tradizione, che nasce Olio Pavone, frantoio di famiglia fondato nel 1940 da Vito Vincenzo Pavone. Da allora, l’attività si è sviluppata senza mai perdere di vista i principi fondamentali: il rispetto per la terra, il controllo della filiera e l’amore per un prodotto che racconta un territorio. Le olive provengono esclusivamente da uliveti di proprietà, coltivati nelle campagne di Castellaneta, dove le piante vivono in armonia con la natura, curate secondo pratiche sostenibili e stagionali.
Oggi, l’azienda è guidata con passione dai figli Enzo e Gianfranco, che hanno saputo coniugare l’esperienza familiare con l’innovazione tecnologica. Gli impianti di molitura, aggiornati nel 2024, consentono la spremitura a freddo immediata dopo la raccolta, garantendo un olio extravergine dalle alte proprietà nutrizionali e organolettiche. Il gusto pieno, equilibrato, fruttato, con note verdi e un finale leggermente piccante, è il risultato di un sapere antico custodito con cura.
Chi oggi sceglie Olio Pavone non acquista solo un alimento di qualità, ma partecipa a una storia. Una storia che affonda le radici nella Castellaneta sotterranea, nelle mani callose dei frantoiani di un tempo, nei gesti lenti delle raccolte manuali, nel profumo delle olive appena frante. È una storia fatta di generazioni, di stagioni vissute nella terra, di tradizione e modernità che si fondono in ogni goccia.
L’olio è cultura. È memoria. È futuro.
E a Castellaneta, tutto questo ha ancora un sapore autentico.


